Spirometria, un soffio di sollievo

Copertina - Spirometria, un soffio di sollievo

di Cristiana Giussani – Biologa – Milano

In farmacia è possibile effettuare l’esame spirometrico che consente, con la misurazione del respiro, di individuare molte malattie broncopolmonari. L’esame cardine per effettuare una diagnosi di BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva (conosciuta secondo l’acronimo BPCO e che comprende la bronchite cronica e l’enfisema) o di Asma sono le prove di funzionalità respiratoria che comprendono la spirometria, la misura dei volumi polmonari e la misura della diffusione alveolo capillare e i test di provocazione bronchiale, mentre la radiografia del torace, anche se comunemente richiesta in tali contesti patologici, è utile in particolare per escludere altre patologie polmonari.

La spirometria

L’esame spirometrico è un’indagine semplice, non invasiva o pericolosa per il paziente e consente di misurare la quantità e la velocità del respiro. È un esame fondamentale per la diagnosi e il controllo di molte malattie broncopolmonari e viene in genere consigliato a chi avverte sintomi respiratori come affanno e tosse cronica, e a tutti coloro che già sanno di essere affetti da bronchite cronica, asma, enfisema. Spesso viene eseguita anche come valutazione preventiva e periodica per chi è addetto a particolari lavori ed esposizioni professionali a polvere, fumi irritanti, sostanze chimiche volatili e per i fumatori.

Lo strumento

Lo spirometro è un misuratore del flusso o del volume d’aria mobilizzata dal soggetto collegato a un computer che riceve un segnale e lo trasforma in valori numerici e immagini grafiche. La spirometria richiede piena collaborazione da parte del soggetto in valutazione per cui è necessario che si renda conto dell’importanza della corretta esecuzione dell’esame per una diagnosi quanto più possibile precisa. L’uso di eventuali farmaci antiasmatici, soprattutto broncodilatatori spray o per aerosol deve essere evitato possibilmente nelle 8-12 ore precedenti l’esame.

 

Esecuzione di una spirometria (autore: Jmarchn, CC BY-SA 3.0, fonte Wikipedia )
Esecuzione di una spirometria (autore: Jmarchn, CC BY-SA 3.0, fonte Wikipedia)

 

Esecuzione

L’esame deve essere eseguito da seduti con i piedi appoggiati al pavimento, liberando eventuali costrizioni nell’abbigliamento. I polmoni di un soggetto normale, in media, contengono circa 4 litri di aria. Eseguendo bene l’esame un soggetto normale riesce a soffiare almeno il 70% di tutta l’aria dei suoi polmoni in un solo secondo, ma è importante continuare lo sforzo espiratorio fino alla fine. La spirometria di base si suddivide in una fase lenta e in una fase forzata. La preparazione al test prevede i seguenti punti:
1. mettere uno stringinaso per evitare perdita di aria dal naso
2. collegarsi al boccaglio sterile
3. respirare tranquillamente “a volume corrente” per alcuni secondi.

Fase lenta: il soggetto deve inspirare profondamente per riempire completamente i polmoni ed espirare fino a svuotarli del tutto. Questa manovra è fondamentale per misurare la capacità vitale e i cosiddetti volumi statici. Questa prova verrà ripetuta 3 volte per ottenere valori attendibili.

Fase forzata: questa fase prevede una inspirazione profonda seguita da un’espirazione forzata, soffiando l’aria nel boccaglio con tutta la forza possibile. Spesso viene richiesto anche di inspirare profondamente e con forza. Anche questa prova verrà ripetuta 3 volte.

Molti studi di prevenzione primaria in farmacia eseguiti in Inghilterra, Spagna, Stati Uniti e Australia hanno dimostrato come il facile accesso dei clienti in farmacia accompagnato dalla professionalità di un farmacista preparato e assistito a distanza da personale medico specializzato abbiano permesso lo screening di un campione assolutamente considerevole di soggetti fumatori o allergici, affetti da asma o broncopatia cronica, permettendo di realizzare progetti di screening su larga scala che diversamente non sarebbe stato possibile eseguire se non in tempi molto più lunghi e con costi decisamente importanti.

 

PICCOLO GLOSSARIO
Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)

È una malattia delle vie respiratorie (dei bronchi e dei polmoni) che può essere trattata ma dalla quale non si guarisce (è cronica) e che provoca una parziale ostruzione delle vie aeree (ostruzione bronchiale). La causa più importante della broncopneumopatia cronica ostruttiva è il fumo di sigaretta.

Vie respiratorie

Le vie respiratorie hanno una forma simile a un albero con tanti rami e ramificazioni, sempre più piccole, che terminano in una sorta di palloncini, detti “alveoli” polmonari. È dentro gli alveoli che il sangue si carica di ossigeno dall’aria inspirata e si libera dell’anidride carbonica che viene eliminata alla successiva espirazione. Quando tutto funziona normalmente, l’aria, dopo aver attraversato l’albero bronchiale, entra con rapidità e facilmente negli alveoli e ne esce altrettanto rapidamente. Quando si è affetti da BPCO, l’aria entra e soprattutto esce con difficoltà dalle vie aeree che risultano ristrette perché le pareti possono essere ispessite ed edematose (rigonfie), per la contrazione delle piccole cellule muscolari che le circondano o per l’accumulo di secrezioni mucose. (Fonte Ministero della Salute)

Enfisema

È caratterizzato da una progressiva distruzione degli alveoli polmonari, che comporta una riduzione della superficie polmonare adibita agli scambi gassosi. Ne risulta che il sangue si impoverisce di ossigeno, mentre aumenta il livello di anidride carbonica trasportata nel sangue.