Prevenzione con l’esame delle urine

Copertina - Prevenzione con l’esame delle urine

di Cristiana Giussani – Biologa – Milano

Oggi anche in farmacia è possibile effettuare l’analisi delle urine, un’indagine di routine che può evidenziare disfunzioni o disordini di diversa origine.

L’urina è il liquido prodotto dai reni per eliminare dall’organismo i prodotti di scarto e l’eccesso di acqua. L’emissione di urina viene definita diuresi. L’esame delle urine permette di diagnosticare disfunzioni a carico dei reni, ma anche del sistema cardiaco, epatico e metabolico oltre che evidenziare eventuali processi infettivi.

L’analisi standard delle urine comprende la valutazione dell’aspetto fisico, chimico e microbiologico: in farmacia il cittadino potrà fare l’esame chimico-fisico, grazie a nuovi strumenti diagnostici che utilizzano strisce reattive standardizzate.

Raccolta del campione

Uno dei punti fondamentali rimane come sempre il corretto prelievo del campione di urina. La raccolta va eseguita al risveglio, quando le urine sono più concentrate:

 

 

 

  1. Lavarsi bene le mani e quindi procedere a sciacquare con abbondante acqua corrente le parti intime, che vanno poi asciugate con un panno pulito di cotone in modo che non lasci residui. Si deve prestare particolare attenzione a evitare l’uso di detergenti o prodotti che possano alterare i risultati dell’analisi: ad esempio, l’uso di prodotti a base di iodopovidone possono evidenziare falsi risultati positivi sulla ricerca dei corpi chetonici mentre la clorexidina può dare falsi negativi sulla rilevazione delle proteine. Per le donne è essenziale astenersi dall’eseguire l’esame durante il periodo mestruale.
  2. Il campione non deve essere raccolto all’inizio della minzione, ma a metà del getto urinario, ciò permette il lavaggio meccanico della parte più esterna dell’apparato urinario. L’orifizio infatti può essere spesso contaminato da batteri o residui che nulla hanno a che fare con le urine in sé stesse.
  3. L’urina va raccolta e conservata in appositi contenitori sterili, evitando accuratamente di venire in contatto con le mani sulle parti interne del recipiente e del tappo.
  4. Il campione va esaminato nell’arco di 30 minuti, diversamente va conservato in frigorifero a 4-6 gradi e riportato a temperatura ambiente almeno 30 minuti prima dell’analisi.

 

Esame fisico

Questa analisi ci permette di osservare colore, aspetto, odore, quantità e peso specifico.


Colore:
normalmente è tra il giallo-citrino e il giallo-arancio (paglierino – ambra – arancio). Può essere meno concentrato (chiaro/incolore), se ad esempio il soggetto beve molto, se è affetto da un’insufficienza renale cronica. Il colore può essere, al contrario, più intenso, se il soggetto beve poco, suda molto o si trova in una condizione di diminuita escrezione urinaria.
Tenendo conto che l’assunzione di alcuni alimenti o farmaci può portare ulteriori modifiche cromatiche, riportiamo qui le variazioni di colore più comuni:
1. giallo oro – in caso di assunzione di antibiotici o vitamine;
2. giallo-arancio – quando c’è un eccesso di urobilinogeno (è una sostanza derivata dalla bilirubina);
3. marrone – per la presenza di bilirubina (sostanza di degradazione dei globuli rossi);
4. rosso limpido – per la presenza di emoglobina o altri derivati ematici (l’emoglobina è la proteina presente nei globuli rossi responsabile del trasporto dell’ossigeno ai tessuti);
5. rosso torbido – per la presenza diretta di sangue o di derivati dell’acido urico.

Volume:
in un adulto varia da 1500 a 2000 ml nell’arco delle 24 ore. Un aumento del volume delle urine (poliuria) può essere dovuto all’assunzione di diuretici, patologie renali croniche, diabete; una diminuzione (oliguria) a disidratazione o a patologie renali.Odore: normalmente aromatico, viene definito “sui generis” o “proprio”. Le possibili variazioni possono essere:
1. odore pungente e/o ammoniacale per infezioni in corso;
2. odore modificato in seguito ad assunzione di alimenti (asparagi ecc.);
3. odore modificato in seguito ad assunzione di farmaci (valeriana ecc.);
4. odore modificato in seguito stati patologici (diabete mellito, tumori ecc.).

 

Aspetto: in condizioni normali l’urina è trasparente. Alcune tipiche variazioni possono essere:
1. urina torbida in presenza di carbonati, fosfati, acido urico, proteine, globuli bianchi, batteri, spermatozoi;
2. urina lattescente in caso di presenza di pus
3. presenza di precipitati di fosfati e urati.Densità o peso specifico: è in relazione alle sostanze disciolte (soluti), riflette pertanto lo stato di concentrazione urinaria.
1. Il peso specifico (rapporto tra peso di un corpo e quello di un volume uguale di acqua distillata) dell’urina è normalmente compreso tra 1015-1017 e 1025-1030 g/l.
2. Esso aumenta se il rene conserva la capacità di concentrare le urine, come ad esempio nelle oligurie dovute a riduzione di liquidi organici (vomito, diarrea).
3. Il peso specifico diminuisce, fino a livelli inferiori a quelli plasmatici (1010 g/l e meno) nelle poliurie dovute ad esempio ad insufficienza renale cronica grave, quando il rene non è più capace di concentrare le urine.
Prevenzione con l’esame delle urine - figura 1

 

Esame chimico

Questa indagine ha il fine di rilevare e dove possibile quantificare le principali sostanze presenti nelle urine.

pH: varia da 5,5 e 7,5; può arrivare a 4,5 in caso di dieta a base di carne o a 8,0 in chi segue una dieta vegetariana. pH maggiore di 7 può essere determinato da dieta ricca di frutta, da grave infezione urinaria, da uso di antiacidi, da vomito. pH inferiore a 5 è indice di acidosi che può essere determinata da diabete mellito, da dieta ricca di proteine (iperproteica) o con pochi zuccheri (ipoglucidica), da digiuno e da insufficienza renale cronica.

Proteine: i reni non dovrebbero lasciare passare le proteine nell’urina in quanto sono sostanze molto importanti per l’organismo e non dovrebbero essere smaltite. Dovrebbero essere assenti, ma a volte sono presenti in quantità minime e non patologiche. La loro concentrazione deve essere inferiore a 15 mg/dl; in gravidanza può raggiungere anche i 50 mg/dl.

Glucosio: è la principale fonte di energia dell’organismo per il metabolismo delle cellule. È uno zucchero semplice (monosaccaride). Viene eliminato con le urine quando la concentrazione nel sangue supera la soglia renale, il cui valore normale è di circa 160-180 mg/dl. La soglia renale può variare da soggetto a soggetto e risentire di variazioni nei livelli ormonali. La presenza di glucosio nelle urine (glicosuria) potrebbe essere indicativa di diabete mellito ma si può registrare anche in condizioni fisiologiche, ad esempio durante la gravidanza o dopo un pasto molto ricco di carboidrati. Viceversa se la soglia renale è elevata, si potrà avere assenza di glucosio nelle urine nonostante valori elevati di glicemia. Ne consegue che la ricerca del glucosio nelle urine con l’utilizzo delle strisce reattive non è un’indagine utilizzabile come screening dei soggetti diabetici. In corso di trattamento antidiabetico invece la valutazione del glucosio nelle urine consente di monitorare l’efficacia della terapia. La sensibilità di gran parte delle strisce reattive è di circa 30-40 mg/100 ml. Pertanto non sono in grado di rintracciare la presenza di un modesto quantitativo fisiologico di glucosio.