Lo studio sull’asma

DottorFarma è già utilizzato per rilevare la diffusione di alcune patologie e il livello di aderenza terapeutica connessa all’uso di determinati farmaci. Grazie al supporto delle farmacie sul territorio, DottorFarma sta permettendo una rilevazione capillare della diffusione dell’asma.

 

Che cos’è l’asma

L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree che determina una infiammazione cronica dei bronchi con iperreattività a numerose cause irritative. L’asma causa ricorrenti episodi di dispnea (affanno) caratterizzati da respiro sibilante e senso di costrizione toracica, accompagnati da tosse; gli attacchi sono più frequenti al mattino o durante la notte. L’asma può essere trattata e tenuta sotto controllo, permettendo così al paziente di svolgere una vita abbastanza normale.

Le vie aeree sono simili ai rami di un albero, via via più piccoli, man mano che si diramano e servono a veicolare l’aria che respiriamo dentro i polmoni. In condizioni di normalità, l’aria entra nelle vie aeree e arriva agli alveoli polmonari, una sorta di estroflessioni a grappolo d’uva che originano dalle ultime ramificazioni bronchiali. Negli alveoli polmonari il sangue si carica di ossigeno contenuto nell’aria inspirata e si libera dell’anidride carbonica che viene eliminata con l’espirazione successiva.
Quando l’asma non è sotto controllo, l’infiammazione delle pareti delle vie aeree le rende ispessite ed edematose, ostacolando il passaggio dell’aria; inoltre le cellule muscolari che circondano le vie aeree possono contrarsi più o meno violentemente restringendo le vie aeree (broncospasmo), ed ostacolando ancora di più il passaggio dell’aria che infine può essere impedito anche dalla la produzione di secrezioni (muco) che riempiono vie aeree.

(Fonte: Ministero della salute)

Una patologia molto diffusa, ma sotto-diagnosticata

E’ stato dimostrato che in molti casi la diagnosi dell’asma non è accurata, con pazienti etichettati come asmatici ma in realtà affetti da altre patologie (disfunzione delle corde vocali, rinosinusite, …) e che pertanto non rispondono alla terapia dell’asma; in questi casi, l’iter diagnostico corretto non è stato quasi mai condotto.
Inoltre, il controllo dell’asma nella vita reale è piuttosto insoddisfacente, con conseguente incremento della spesa sanitaria per riacutizzazioni e ricorso alle cure mediche. Tutto questo ha delle ripercussioni importanti sulla qualità della vita dei pazienti e sui costi sociali per la gestione della malattia nelle fasi più avanzate. Una diagnosi precoce correttamente effettuata è fondamentale per intraprendere un trattamento che, come è stato dimostrato, riduca i rischi legati allo scarso controllo dei sintomi e garantisca ai pazienti asmatici di poter condurre una vita quasi normale.

Alcuni dati

L’asma colpisce circa 300milioni di persone nel mondo, può insorgere a qualsiasi età e può essere legata ad una sensibilizzazione allergica.
La prevalenza dell’asma varia fra l’1% e il 18% nei bambini e negli adulti. Per oltre 20 anni (fino agli anni ’90) la diffusione dell’asma è stata in considerevole aumento in molti Paesi, soprattutto nei bambini, ma nell’ultimo decennio, il “trend” sembrava essersi stabilizzanto negli adulti. Fino agli ultimi anni, in cui la prevalenza della malattia (specie nei bambini) ha ripreso a crescere.Oltre alle tradizionali cause, anche le infezioni virali, un violento esercizio fisico (ad esempio durante un’attività sportiva), una forte emozione, possono scatenare una crisi asmatica.
L’asma, come tutte le patologie associate al patrimonio genetico dell’individuo, può essere ereditaria.

Le cause

I soggetti che soffrono di alcune patologie, in particolare quelle allergiche sono più a rischio di sviluppare un asma bronchiale. Ad esempio, nel 70-80% dei pazienti con asma è presente anche una rinite.
La crisi d’asma può essere scatenata dal contatto con allergeni, vale a dire sostanze ambientali alle quali l’organismo è sensibile ed alle quali risponde con l’attività delle cellule del sistema immunitario (anticorpi IgE): acari (presenti nei cuscini, nei materassi, nelle coperte e nelle imbottiture, ecc..), pelo e forfora di animali, muffe, pollini, alimenti (nei casi di cross-reattività tra pollini ed alimenti, o nei casi di reazioni allergiche ad alimenti), sostanze chimiche, spray (profumi, insetticidi, prodotti per la pulizia della casa, ecc..), inquinanti degli ambienti esterni (particolato: PM10 e PM2.5, ozono, biossido di azoto) e degli ambienti interni (particolato, biossido di azoto,aldeidi, microinquinanti BTEX), fumo di tabacco (sigaretta, pipa, sigaro, ecc), farmaci (ad esempio l’aspirina e i beta-bloccanti).
La risposta immunitaria agli allergeni, quando esistente, è causa della infiammazione bronchiale che determina la malattia asmatica.
(Fonte: Ministero della Salute)

I sintomi tipici dell’asma

  • respiro sibilante o fischi
  • tosse (che peggiora di notte), spesso insistente
  • difficoltà di respiro (episodi ripetuti)
  • senso di costrizione toracica (episodi ripetuti)

Questi sintomi possono presentarsi o peggiorare di notte e in alcune stagioni. Peggiorano in seguito all’esposizione ad allergeni, fumo, emozioni, sforzi intensi, infezioni virali.
Una volta effettuata la diagnosi, grande importanza riveste anche il riconoscimento di una imminente crisi asmatica. I principali sintomi d’allarme che ne fanno presagire l’arrivo sono, oltre ai precedenti,: risvegli notturni con fame d’aria, nei soggetti sotto trattamento, la necessità di ricorrere più volte ( > 4 volte) ai farmaci d’emergenza nella stessa giornata.
Questo è un importante campanello d’allarme di una situazione asmatica non controllata adeguatamente che dovrebbe essere rivalutata rapidamente dal proprio medico, possibilmente il giorno stesso.

Cosa fare in caso di crisi d’asma

A seconda dell’intensità di questi sintomi si distinguono diversi stadi di questa malattia:

  • assumere subito i farmaci d’emergenza (seguendo le indicazioni del proprio medico o dello specialista in malattie respiratorie, indicate nel piano di azione per la gestione della crisi di asma)
  • conservare la calma regolando la respirazione per riuscire a espirare in modo prolungato per tentare di svuotare i polmoni iperinsufflati; ogni svuotamento del polmone consente di riempire di aria nuova e carica di ossigeno gli stessi e di migliorare la ventilazione; malgrado le sensazioni soggettive la maggiore difficoltà dell’asmatico è quella espiratoria
  • bisogna restare a riposo per non consumare ossigeno, riservandolo solo ai muscoli respiratori

Chiamare immediatamente aiuto o farsi accompagnare in pronto soccorso se

  • si continua a respirare male (respiro accelerato e difficoltoso) dopo aver assunto i farmaci d’emergenza
  • le unghie delle mani e le labbra diventano violacee e si fa fatica a parlare e camminare
  • la pelle intorno alle costole e al collo viene come risucchiata verso l’interno del corpo nello sforzo di respirare
  • il cuore batte molto veloce e il naso è completamente dilatato nello sforzo di inalare aria
  • nel bambino: ridotta capacità (poche parole) di parlare, agitazione intensa, pallore/cianosi, marcato uso dei muscoli accessori, respiro sibilante inspiratorio ed espiratorio, frequenza cardiaca > 110/min, frequenza respiratoria >50 atti/min.

La Diagnosi dell’asma

Dopo aver raccolto la storia e aver visitato il paziente, il medico chiederà una serie di esami strumentali che possono essenzialmente riassumersi in:

  • esami allergologici al fine di evidenziare se il soggetto che ha mostrato episodi d’asma è allergico o meno e, in caso affermativo, a quale/i allergene/i
  • valutazione della funzionalità respiratoria mediante spirometria: tale tecnica serve a valutare la ostruzione-riduzione del passaggio dell’aria nelle vie aeree e la sua reversibilità-miglioramento dopo somministrazione di broncodilatatore (I misura può essere effettuata ad esempio rilevando un incremento del FEV1 o volume espiratorio forzato nel 1° secondo di tempo della espirazione > 12% del valore prebroncodilatazione); questo consente di stabilire la diagnosi d’asma. La misurazione del Picco di Flusso Espiratorio (PEF o massimo flusso espirabile forzatamente) è un’altra misura che può contribuire alla diagnosi e al monitoraggio dell’asma (un incremento >20% dopo la somministrazione del broncodilatatore, suggerisce la diagnosi d’asma).

Molto spesso i pazienti con asma hanno altre patologie associate, quindi vanno effettuati altri esami quali ad es. la diffusione alveolo-capillare del CO (per la diagnosi della BPCO), l’esame Rx del torace (per escludere altre patologie polmonari o cardiache), l’emocromo con formula (per la ricerca dell’eosinofilia periferica), i test allergologici cutanei (skin prick test) e la ricerca di IgE totali e specifiche siriche (per la definizione di atopia e la ricerca di allergeni potenzialmente responsabili). (Fonte: Ministero della Salute)

Cosa fare se si soffre d’asma

Ecco cosa fare se si è affetti da asma:

  • prendere regolarmente le medicine prescritte dal medico e indicate nel piano di trattamento dell’asma, sottoporsi a regolari visite di controllo 2-3 volte l’anno, anche se tutto è apparentemente sotto controllo
  • imparare a conoscere bene i sintomi dell’asma e degli attacchi e conoscere le procedure da mettere in atto in caso di emergenza
  • nel caso di fumatori: smettere di fumare. Evitare il fumo passivo, evitare di esporre i bambini al fumo passivo ed evitare il “fumo di terza mano”, che è dato dai fattori cancerogeni derivanti dalla nicotina presenti su pareti e pavimenti e nell’abitacolo dell’automobile. A differenza del fumo passivo, quello di “terza mano” consiste, infatti, nell’insieme delle tossine che restano nell’ambiente dopo che la sigaretta è stata spenta e che ristagnano negli ambienti chiusi (uffici,abitazioni,automobili….)
  • Stare lontani da tutti quei fattori, individuati con l’aiuto del proprio medico, che possono scatenare un attacco d’asma, quali ad esempio: peli o forfora di animali, (quali cani, gatti, cavallo, ecc); scarafaggi; fumo di sigaretta o fumi di combustione (caminetto, ecc); polvere (togliere tendaggi pesanti e tappeti dalla stanza della persona con asma perché possono diventare ricettacoli di polvere; usare coperture per cuscini e materassi anti-acaro); pollini, spray (profumi, prodotti per la casa, incensi, ecc); alimenti (nei casi di cross-reattività tra pollini ed alimenti, o nei casi di reazioni allergiche ad alimenti); inquinanti degli ambienti esterni e interni
  • Aprire le finestre per arieggiare la casa, in particolare quando vi siano odori forti, fumi o vapori, evitare la formazione di condensa e muffe e, se presenti, eliminarle

al contrario

  • tenere ben chiuse le finestre, se la casa affaccia su una strada molto trafficata o nelle giornate di forte smog,di temperature molto elevate o nelle stagioni dei pollini. L’utilizzo di zanzariere, specie nei periodi di maggior pollinazione favorisce un minore deposito di pollini e polveri esterne nell’ambiente chiuso
  • uno sforzo fisico improvviso ed intenso può scatenare una crisi asmatica; poiché lo sport è importante e non va abbandonato, è indispensabile parlarne con il proprio medico, che può consigliare l’idoneo approccio terapeutico da seguire prima di fare sport.

Campanelli d’allarme

  • hai difficoltà respiratoria. Detta anche dispnea, è la cosiddetta “fame d’aria”: può verificarsi solo una volta ogni tanto o in maniera più frequente
  • hai il respiro sibilante. In lingua inglese wheezing, è il cosiddetto “fischio”. In molti casi, si può presentare durante o dopo un’attività fisica o quando si è raffreddati.
  • senti un senso di costrizione al torace. Una sensazione di peso sul petto è molto comune fra gli asmatici, soprattutto durante la stagione fredda o l’esercizio fisico. Tale evenienza può essere interpretata a volte come un segno premonitore di un attacco d’asma.
  • hai un respiro affannoso e una tosse secca e stizzosa, anche durante la notte

Rivolgiti al tuo medico per una diagnosi e una terapia che possa alleviare i sintomi e di migliorare la tolleranza agli sforzi, per migliorare la qualità di vita, oltre che prevenire la progressione della malattia e le sue riacutizzazioni.

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