L’Herpes si risveglia al sole

Copertina - L’Herpes si risveglia al sole

di Leonardo Veneziano – Medico dermatologo – Bologna

Un disturbo fastidioso, molto comune soprattutto in estate, poiché l’eccessiva esposizione ai raggi UV ne favorisce l’insorgenza. Qualcuno è già in vacanza, altri lo saranno fra poco e molti andranno al mare o in montagna per trascorrere le ferie estive. Il sole e l’acqua del mare hanno molti effetti benefici sul nostro corpo, ma a volte contribuiscono a scatenare l’herpes labiale. L’infezione erpetica è causata dagli Herpes simplex virus di tipo 1 e 2 e si manifesta nella zona della bocca, interessando soprattutto le labbra e la cute circostante (oro-facciale) con infiammazioni, ulcere e vescicole.
Può anche causare infezioni più estese come la gengivostomatite (gengive e mucosa orale). Una volta contratto, il virus dell’Herpes simplex rimane sempre nell’organismo. Caratteristica di questa malattia è infatti la recidiva, più o meno frequente, dovuta al fatto che questo tipo di virus dopo la prima infezione non viene eliminato per sempre, ma va ad annidarsi in alcune strutture nervose (gangli), dove rimane silente per periodi più o meno lunghi. La latenza può essere interrotta da numerose circostanze che in qualche modo alterano il suo equilibrio. Si rende manifesto con eruzioni della cute e delle mucose in seguito a terapie antibiotiche, stati febbrili, emozionali e di stress, ma può essere scatenato anche da terapie immunosoppressive e dall’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti (sole molto intenso e lampade abbronzanti) e/o al freddo. In questi casi il virus si “risveglia” e, a partire dal ganglio in cui si trova, discende lungo la fibra nervosa, raggiungendo l’area di pelle di pertinenza e proprio in questo punto dà origine alla comparsa delle vescicole.

 

 

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Come si manifesta?

Segni premonitori della recidiva sono sensazioni di bruciore, prurito, formicolio, pizzicore come di punture di spillo localizzate nella sede dove apparirà l’herpes. A poche ore di distanza compare una piccola chiazza rilevata e arrossata, generalmente unica, su cui fioriscono successivamente vescicole, ripiene di un liquido limpido e trasparente, disposte tipicamente a grappolo, che durano al massimo 48 ore; in seguito alle vescicole seguono le pustole che si rompono lasciando piccole erosioni e fastidiose croste antiestetiche che durano, se lasciate stare, da 2 a 3 giorni. Dopo la caduta delle croste, la guarigione completa senza cicatrici avviene nel giro di una settimana. Non esistono medicinali che consentano di debellare completamente il virus dell’herpes dall’organismo, ma ci sono in commercio diversi farmaci antivirali a uso locale come le pomate a base di aciclovir o di penciclovir, che sono in grado di far guarire prima ed evitare l’estensione del virus. Queste specialità medicinali possono non solo ridurre la durata e gravità dei sintomi, ma anche il numero delle recidive, curando efficacemente gli episodi più moderati, che sono la maggior parte dei casi. Le forme più severe di herpes o ricorrenti richiedono un tempestivo ricorso a un medico specialista in dermatologia o malattie infettive e un trattamento farmacologico antivirale per via orale o endovenosa (prevalentemente aciclovir, famciclovir, valaciclovir). Il criterio di prescrizione delle due forme di somministrazione (topica oppure orale) si basa sulla precocità di intervento, sull’intensità e localizzazione delle manifestazioni, sulla frequenza delle recidive. Per le persone che soffrono di herpes labiale recidivante (più di 6 manifestazioni all’anno), il medico può prescrivere farmaci antivirali per bocca da assumere quotidianamente per cicli più o meno lunghi per ridurre le recidive. Creme antibiotiche locali andrebbero applicate più volte al giorno dal momento in cui iniziano a rompersi le vescicole e a formarsi le croste per prevenire e curare le sovrainfezioni batteriche.

 

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