La sindrome delle gambe senza riposo

Copertina - La sindrome delle gambe senza riposo

di Guido Arpaia – Medico angiologo ed ematologo – Vimercate (MB)

 

Quante volte nella pratica quotidiana il medico e il farmacista devono confrontarsi con situazioni difficili da inquadrare, poco note e per le quali non ci sono ancora terapie efficaci? Molto più spesso di quanto si possa credere…

La sindrome delle gambe senza riposo – in inglese “restless legs syndrome” (RLS) – è una di queste situazioni. Si tratta di una condizione non infrequente che abbraccia numerose specialità senza che una di queste sia veramente competente per la diagnosi e il suo trattamento.

Il primo specialista consultato può essere Il medico angiologo perché i sintomi interessano le gambe, ma di frequente non si riscontrano patologie vascolari rilevanti almeno al primo approccio clinico. Ed è allora che lo specialista deve tornare a fare…il medico, applicandosi in una diagnosi differenziale che fuoriesce dalle sue quotidiane esperienze.

I sintomi

La sindrome delle gambe senza riposo è stata descritta per la prima volta nel lontano 1685 da Thomas Willis, anche se si fa risalire al 1945 la sua caratterizzazione da parte del neurologo svedese Karl-Axel Ekbom, che la descrisse come un’irresistibile urgenza di muovere le gambe che insorge preferibilmente durante l’inattività e il riposo. I sintomi peggiorano di notte subito dopo essersi coricati o in caso di risveglio, interferendo decisamente con la fase di addormentamento e con la qualità del sonno.

I pazienti riferiscono con difficoltà i sintomi: indicati come come dolore, nervosismo, sensazione di calore in movimento, prurito irrefrenabile ma anche come “bollicine nelle vene o nelle ossa “oppure come la sensazione inquietante di “presenza di insetti sulle gambe”.

I sintomi trovano sollievo solo con l’attività, alzandosi dal letto e camminando, chi ne soffre dichiara che i sintomi migliorano ulteriormente se lo si fa a piedi nudi, a contatto con il pavimento fresco.

La sindrome RLS vien descritta in due forme:

  1. Una forma precoce che insorge prima dei 45 anni di età e che spesso non ha una causa individuabile e ricorre nella storia familiare;
  2. Una forma tardiva presenta in età più avanzata, che può essere sintomo di una patologia sottostante.

I disturbi del sonno correlati alla malattia esporrebbero nel tempo a un maggiore rischio di complicanze ed eventi cardiovascolari.

Quali sono le cause?
Non se ne conosce la causa e la stessa diagnosi differenziale è complessa e contempla numerose situazioni, soprattutto di origine neurologica, esse stesse difficilmente caratterizzabili come le mialgie.

Altre cause che sono emerse in diversi studi sono la stasi venosa, l’edema degli arti inferiori, l’artrite, la presenza di crampi notturni dati da particolari posizioni ma anche tic nervosi o movimenti ripetuti delle gambe correlati a situazioni di tensione nervosa ed infine come conseguenze dell’assunzione di particolari farmaci.

 

La sindrome delle gambe senza riposo può infatti accompagnare fasi avanzate di:

    • malattie del fegato e renali, è molto frequente in chi soffre di insufficienza renale avanzata in emodialisi;
    • malattie respiratorie;
    • malattie neurologiche come sclerosi multipla o morbo di Parkinson, neuropatie periferiche, radicolopatie e acatisia;
    • malattie reumatiche come l’artrite reumatoide, la fibromialgia;
    • malattie vascolari come un’insufficienza vascolare anche solo funzionale.

 

L’RLS può comparire semplicemente come causa secondaria per:

    • carenza di ferro;
    • stato di gravidanza;
    • pregressi interventi di gastrectomia;
    • pregressi interventi di chirurgia bariatrica;
    • abuso di alcool o di caffeina.

 

Come abbiamo ricordato poco sopra una causa scatenante della RLS può essere l’uso di alcuni farmaci, ad esempio:

    • la metoclopramide: un principio attivo che inibisce il riflesso del vomito presente in molti prodotti da banco;
    • gli antistaminici;
    • i neurolettici antagonisti della dopamina;
    • gli antidepressivi;
    • la levotiroxina, di comune uso per il trattamento dei deficit ormonali della tiroide.
Immagine - La sindrome delle gambe senza riposo

 

Facile la diagnosi, meno la ricerca della causaI criteri per la diagnosi comprendono:

    • l’impulso irrefrenabile a muovere gli arti, generalmente associato a disestesie o parestesie;
    • l’irrequietezza che induce a muoversi nel letto, a tirare fuori le gambe da sotto le coperte appoggiandole a terra o a sfregarle con le mani;
    • i sintomi si sviluppano e sono aggravati dal riposo e vengono alleviati dall’attività;
    • i sintomi peggiorano di sera e di notte.

 

 Questi sintomi devono essere tutti presenti perché sia confermata la diagnosi, spesso essi sono accompagnati da disturbi del sonno e da stanchezza e sonnolenza diurna.

Se la diagnosi è relativamente facile – essendo presenti tutti i criteri sopra descritti – meno facile è la ricerca della causa.

 

Senza dubbio vanno indagate dapprima tutte quelle situazioni che potrebbero scatenare o peggiorare i sintomi ma la cui causa è rimovibile:

    • verificando il dosaggio della sideremia e della ferritina per evidenziare una carenza di ferro;
    • modificando errati stili di vita come la sedentarietà, l’abuso di alcool o di caffeina;
    • valutando la presenza di patologie concomitanti fra quelle citate;
    • verificando l’uso di farmaci potenzialmente implicati nell’esacerbare la sintomatologia, provando alternative o modificando la quantità SOLO dopo il consulto con il proprio medico di base o lo specialista che li ha prescritti.

 

E infine, una gravidanza in atto presto o tardi terminerà…

Nei casi in cui non sia possibile rimuovere la causa, vengono consigliati alcuni farmaci anti-parkinsoniani e agonisti della dopamina. Va detto che questi farmaci vengono indicati solo in casi di sintomatologia rilevante, inoltre non sono privi di effetti collaterali quindi devono essere prescritti da specialisti esperti e non vanno mai assunti di propria iniziativa.

 

Glossario

  • mialgie: dolore muscolare caratterizzato da stato di contrattura e dolorabilità al tatto e all’uso;
  • stasi venosa: rallentamento della circolazione sanguigna nelle vene dovuta a molteplici cause (compressione dei tessuti, anemia falciforme…);
  • edema delle gambe: consiste nell’accumulo di liquido nelle cellule o negli spazi intercellulari, il primo sintomo visibile è il gonfiore;
  • emodialisi: terapia sostitutiva all’azione filtrante renale effettuata da una macchina extracorporea, è sinonimo di dialisi;
  • sclerosi multipla: malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla perdita di mielina (la sostanza che avvolge le cellule nervose) in varie aree del sistema nervoso centrale;
  • neuropatie periferiche: deterioramento e malfunzionamento dei nervi periferici, il diabete è uno dei principali fattori scatenanti;
  • radicolopatie: è la compressione dei nervi della spina dorsale che possono procurare, dolore, debolezza, formicolio e intorpidimento;
  • acatisia: sindrome psicomotoria che si manifesta con l’impossibilità di stare fermi, seduti, causa irrequietezza, ansietà e agitazione, comportando una volontà di muoversi in continuazione;
  • artrite reumatoide: artrite infiammatoria cronica, è una malattia autoimmune (è data da un’alterazione del sistema immunitario che attacca lo stesso organismo umano);
  • fibromialgia: malattia reumatica che colpisce i muscoli causando un aumento della tensione muscolare, quindi rigidità, limitazione dei movimenti, stanchezza, frequenti risvegli; è una malattia conosciuta dalla prima metà dell’800 ma definita ufficialmente meglio solo abbastanza recentemente (1994);
  • gastrectomia: asportazione parziale o totale dello stomaco;
  • chirurgia bariatrica: branca della chirurgia dedicata al trattamento dei pazienti affetti da obesità;
  • antistaminici: categoria di farmaci, che contrasta l’azione dell’istamina, la principale sostanza causa delle reazioni allergiche;
  • neurolettici antagonisti della dopamina: categoria di psicofarmaci che intervengono bloccando i siti attivi dove agirebbe il neurotrasmettitore dopamina, utilizzati per il trattamento delle psicosi come la schizofrenia
  • disestesia: alterazione della sensibilità (amplificazione della sensibilità nella zona interessata) dovuta a lesioni a livello del midollo spinale;
  • parestesia: alterazione della sensibilità negli arti o nel corpo, provoca sensazione di formicolio, può essere causata da lesioni al sistema nervoso ma anche a quello circolatorio;
  • sideremia: esprime a quantità di ferro “circolante” nell’organismo cioè legato alla proteina transferrina, responsabile del trasporto del ferro nel sangue;
  • ferritina: proteina dedicata all’immagazzinamento del ferro nell’organismo, si trova principalmente nel fegato, milza, midollo osseo;
  • agonisti della dopamina: sostanze in competizione con la dopamina per i siti di azione relativi nel sistema nervoso centrale, occupano i siti dove dovrebbe andare la dopamina ma non inibiscono le reazioni di tale sito al contrario degli antagonisti della dopamina.