Il piede diabetico

Copertina - Il piede diabetico

di Valentina Lombardi – Medico endocrinologo – Vimercate (MB)

Nelle persone affette da diabete anche il piede può essere vittima di questa malattia, se questo non viene curato nel modo corretto, dando luogo al così detto “piede diabetico” caratterizzato dalla presenza di un’infezione, ulcerazione o distruzione dei tessuti profondi del piede a causa delle alterazioni che il diabete comporta a livello dei nervi (neuropatia) e/o della circolazione arteriosa (vasculopatia). Frequentemente il piede diabetico porta al ricovero in ospedale infatti si stima che il 15% dei diabetici andrà incontro nella sua vita a un’ulcera del piede che richiede cure mediche. Quando questa ferita non guarisce e si aggrava (per esempio perché si contrae un’infezione) è necessaria l’amputazione a livello delle dita del piede o della gamba. Le evidenze scientifiche, però, dimostrano che lo screening per il piede diabetico può ridurre il rischio di amputazioni maggiori: è fondamentale quindi che una persona affetta da diabete si sottoponga a periodici controlli clinici per verificare l’eventuale presenza dei fattori di rischio responsabili delle ulcere. Vediamo quali sono.

 

Neuropatia diabetica

Il piede è un organo complesso che esplica la sua funzione fornendo informazioni al cervello sotto forma di sensazioni e ricevendo da questo ordini di movimento. La neuropatia diabetica può compromettere la funzionalità del piede a più livelli:

 

  • la neuropatia sensitiva colpisce gli organi di senso del piede e le fibre nervose che inviano le sensazioni al cervello, con conseguente alterazione della sensibilità e diminuita soglia del dolore, fino alla completa insensibilità. Vengono compromessi lo stimolo doloroso e la sensibilità termica e pressoria. Quindi traumi e lesioni del piede (anche semplicemente causati da una scarpa stretta) sono percepiti poco o affatto e ciò favorisce lo sviluppo di lesioni cutanee di cui non ci si accorge;
  • la neuropatia motoria colpisce invece le fibre nervose presenti nei muscoli del piede e della gamba, causando atrofia muscolare, anomalie nel cammino e nella distribuzione del carico plantare. A lungo andare si sviluppano deformità del piede e compaiono aree in cui il carico plantare è eccessivo. In queste zone il corpo si difende formando callosità (ipercheratosi), ma è una difesa labile: se non si elimina o riduce la pressione nel punto sotto sforzo nel tempo si forma un ematoma da schiacciamento e, se non si interviene, un’ulcera;
  • la neuropatia autonomica causa un mal funzionamento delle fibre nervose che regolano la produzione delle ghiandole secretorie del piede, con conseguente secchezza cutanea, a sua volta responsabile di fissurazioni, facile ingresso per i germi.

Vasculopatia arteriosa

La principale causa delle patologie arteriose, a livello periferico, è data da placche di lipidi e altre sostanze che restringono il diametro dei vasi che distribuiscono il sangue al corpo (arterie), nell’80% dei diabetici coinvolge i vasi sotto al ginocchio.
Si tratta di una patologia correlata all’età avanzata ma anche al fumo di sigaretta, all’ipertensione e allo scarso controllo della glicemia. Le arterie colpite sono molto spesso calcificate e chiuse totalmente (occlusione) o con restringimenti (stenosi) di alcuni tratti, spesso multipli.

L’arteriopatia periferica si caratterizza per la presenza della cosiddetta “claudicatio intermittens”, un dolore che sorge al polpaccio o al gluteo dopo un certo numero di passi, a seconda della gravità dell’arteriopatia, scomparendo quando ci si ferma. Questo dolore è causato dalle arterie della gamba che essendo ostruite non riescono a fornire alla muscolatura il sangue necessario per lo sforzo del cammino. Nel diabetico, però, il campanello d’allarme del dolore può non venire percepito poiché, in caso di neuropatia, si possono compromettere o bloccare i segnali che vengono inviati dagli arti inferiori.

Dunque l’arteriopatia periferica nel paziente diabetico può manifestarsi anche solo con le difficoltà di guarigione di un’ulcera. Senza un adeguato apporto di sangue, vengono infatti ostacolati i processi di riparazione delle lesioni e si riduce la risposta immunitaria locale, con la probabilità che l’ulcera possa evolvere, purtroppo rapidamente, in gangrena.

Immagine - Il piede diabetico

Esempio di lesione in un piede diabetico

L’infezione

L’infezione è l’invasione e la moltiplicazione di microorganismi nei tessuti corporei associata a distruzione dei tessuti e/o risposta infiammatoria. Le infezioni del piede nei diabetici compaiono nei punti di trauma della cute e possono approfondirsi nei tessuti sottocutanei, nella fascia muscolare, fino all’osso. La neuropatia e/o vasculopatia è facile da individuare con una visita specialistica che comprenda l’accurato controllo del piede (valutazione del colore, della temperatura cutanea e dell’eventuale presenza di lesioni, callosità o deformità) e che si serve di metodi diagnostici semplici e innocui capaci di dire se la sensibilità è compromessa e/o se nelle zone periferiche il flusso sanguigno è assente. Se si accertano le condizioni di rischio per lo sviluppo di ulcere, soprattutto in caso di neuropatia periferica, vanno adottate norme igienico-comportamentali per prevenire lo sviluppo di lesioni.

 

E se la prevenzione non basta?

Se si sviluppa un’ulcera, entro 24 ore dall’evidenza della lesione o dalla comparsa di un’infezione al piede bisogna chiedere la consulenza di un team multidisciplinare esperto nella cura del piede.

 


Detergenti per la detersione delle ferite: cosa contengono

Betaina – poliesanide Efficace nella pulizia e rimozione della patina che spesso ricopre le ferite e inibisce la crescita dei microrganismi, accelerando la guarigione delle ferite.
Soluzione super-ossidata Utile per lo sbrigliamento, l’irrigazione e l’idratazione delle ferite, riduce la quantità di microrganismi e contribuisce alla formazione di un ambiente umido.
Soluzione fisiologica sterile isotonica = acqua distillata sterile allo 0,9% di cloruro sodico Utile per detergere, irrigare, idratare ferite acute e croniche. Si può usare per inumidire le garze sterili prima di rimuoverle, se queste aderiscono alla lesione.
Iodopovidone (al 10% di iodio) Soluzione antisettica ad ampio spettro d’azione, usata per disinfettare lesioni e ferite chirurgiche. Contribuisce ad asciugare le lesioni.

Mini glossario

  • neuropatia autonomica: disturbo nervoso che colpisce le funzioni involontarie del corpo, compresa la frequenza cardiaca, pressione arteriosa, sudorazione, la digestione, lo svuotamento della vescica e altre funzioni del corpo;
  • gangrena: processo patologico caratterizzato da morte di porzioni estese di tessuti. Richiede l’amputazione per rimuovere il tessuto necrotico;
  • sbrigliamento: pulizia del fondo delle lesioni ulcerative. Può essere meccanico (uso di courette, una specie di piccolo cucchiaino chirurgico affilato) o chimico (uso di medicazioni) e consente di rimuovere tessuto non vitale che ostacola/rallenta la guarigione delle lesioni.