Foggy mind…

Copertina - Foggy Mind...

di Barbara Asprea – Dietista – Milano

Gli anglosassoni chiamano “foggy mind” o “brain fog” una forma di leggero decadimento cognitivo che può comprendere il disorientamento, problemi a rimanere concentrati e a prestare attenzione, ma anche vuoti di memoria a breve termine. Insomma, una serie di sintomi che coinvolgono la sfera mentale e che vanno oltre la semplice definizione di “mente annebbiata”. Quando si parla di reazioni avverse al glutine, come nel caso della celiachia o della sensibilità al glutine non celiaca, chi ne soffre si concentra maggiormente sui sintomi digestivi, e non a torto. Diarrea, costipazione, crampi e dolori addominali che caratterizzano queste forme sono piuttosto sgradevoli e invalidanti.

Tuttavia l’ingestione di glutine può dare vita a svariati sintomi extra intestinali, tra questi sono abbastanza comuni quelli al cervello, come la foggy mind.  Non sono ancora tanti i lavori scientifici che hanno indagato il legame tra questa condizione e la celiachia: uno degli ultimi risale al maggio 2014 ed è stato pubblicato su Alimentary, Pharmacology and Therapeutics. In questo studio un piccolo gruppo di persone con celiachia diagnosticata da poco, è stato tenuto sotto osservazione per ben 52 settimane. Come previsto, i pazienti hanno mostrato segni fisici di ripresa dopo l’introduzione di una dieta priva di glutine. Anche dal punto di vista delle prestazioni mentali, valutati con appositi test, la situazione è migliorata nel corso dell’esperimento. La dieta priva di glutine si è mostrato il metodo più efficace per ripristinare non solo una condizione ottimale dell’intestino, ma anche dei disturbi correlati. In questo studio pilota, gli autori hanno provato che la “mente annebbiata” – la stanchezza mentale – è collegata alla celiachia e ipotizzano tre possibili cause:

  1. un deficit nutrizionale dovuto a un cattivo assorbimento da parte di un celiaco ancora a dieta libera (e quindi con le pareti intestinali lesionate). Le carenze di ferro, vitamina D, acido folico, ad esempio, sono note per essere associate a uno scarso rendimento mentale.
  2. l’infiammazione sistemica causata dalla celiaca non trattata, che porta in circolo elevati livelli di sostanze chiamate citochine. Alti livelli di citochine sono collegati a disturbi della sfera psichica: dai cambiamenti di umore e di comportamento fino a problemi d’apprendimento.
  3. Un effetto tossico del glutine sulla funzionalità del cervello, infatti in studi condotti su animali si è visto che il glutine può ridurre la quantità di triptofano cerebrale. Il triptofano è il precursore della serotonina, un’importante neurotrasmettitore noto per la sua azione stabilizzante sull’umore ma anche come regolatore del sonno, della temperatura corporea, dell’appetito…

 

Quali sono i segni più comuni della foggy mind?

  • stanchezza mentale;
  • difficoltà di concentrazione;
  • problemi di attenzione;
  • vuoti di memoria a breve termine;
  • difficoltà a trovare le parole giuste mentre si parla o si scrive;
  • dimenticanze;
  • perdita temporanea di acutezza mentale e di creatività;
  • confusione o disorientamento.

 

Chi è sensibile ne soffre di più

Come già accennato, anche nel caso della sensibilità al glutine i sintomi che colpiscono l’efficienza mentale sono tipici, anzi, sono talmente caratteristici di questa forma da renderne più facile la diagnosi. Infatti, le comuni manifestazioni intestinali sono molto simili a quelle del colon irritabile con cui possono essere confuse.

A tutt’oggi le conoscenze della ”foggy mind” deve essere ulteriormente approfondite e non esistono dei test specifici che la individuino: la diagnosi viene perciò effettuata dopo l’esclusione di altre patologie e in base alla storia clinica del paziente.

I soggetti sospettati di avere questa condizione devono affrontare tutti gli esami per escludere la presenza sia di allergia al grano che di celiachia; bisogna ricordare che, chi è sensibile al glutine, può avvisare i primi sintomi anche dopo poco tempo avere consumato un piatto di pasta o del pane: ancora a tavola si sente la pancia gonfiarsi in modo anomalo e arriva un notevole senso di torpore e rallentamento. Insomma, un tempo intermedio tra la manciata di secondi o minuti della reazione allergica, ai giorni, mesi (o anni) della celiachia.

Va sottolineato che la foggy mind appare più frequentemente nei sensibili al glutine che nei celiaci di cui, secondo studiosi americani, ne soffrirebbe il 30%. Dati confermati – e superati – da un recente studio multicentrico italiano effettuato su quasi 500 pazienti sospettati di avere la sensibilità al glutine non celiaca (nel box vengono riassunti i principali sintomi collegati) all’interno dei quali la “mente annebbiata” è addirittura presente in ben il 40% dei casi. Quello che colpisce è che la risposta sia intestinale che extra intestinale all’esclusione del glutine è: si ha un miglioramento immediato nel giro di ore o giorni, così come si ha una ricomparsa rapida della sintomatologia a seguito della reintroduzione del glutine.

Un’ultima raccomandazione importante: chi ha il sospetto di avere un cattivo rapporto con il glutine, prima di eliminarlo in maniera costante dalla sua alimentazione deve recarsi dallo specialista per ricevere una corretta diagnosi e i consigli dietetici più opportuni allo scopo di evitare la comparsa di possibili complicanze a medio e a lungo termine.

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