Etciù – quei fastidiosi starnuti

Copertina - Ecciù - quei fastidiosi starnuti

di Maria Grazia Manfredi – Medico infettivologo – Milano

 “Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre” (Italo Calvino, Marcovaldo)

Giunti in questo periodo dell’anno si ripresenta puntualmente un problema sanitario estremamente fastidioso: la rinite allergica conosciuta anche come raffreddore allergico o raffreddore da fieno. È una patologia ad alta diffusione: si ritiene infatti che ne sia affetto circa il 20% della popolazione. Benché possa verificarsi a tutte le età, l’esordio è comune prima dei 20 anni. Tipico della rinite allergica è il profilo evolutivo. Con il passare degli anni, infatti, sono possibili mutamenti per quanto riguarda la gravità dei disturbi (in diminuzione o in peggioramento) e il numero di sostanze nei confronti delle quali si manifesta l’allergia.

Caratteristiche della rinite allergica

Alla base di questa patologia vi è una forte irritazione della mucosa nasale causata dall’azione di svariati allergeni, cioè di sostanze che introdotte nell’organismo scatenano l’attivazione di una reazione allergica con la produzione di anticorpi specifici chiamati immunoglobuline (IgE). Nel processo infiammatorio oltre alla mucosa nasale è spesso interessata anche la congiuntiva e si viene quindi a determinare un quadro di irritazione oculare, che va ad aumentare il disagio provocato dalla rinite. Si parla allora di rinocongiuntivite.
Spesso il soggetto è in grado di riferire la relazione tra gli attacchi e l’esposizione a fattori scatenati (pollini, pelo di animali domestici, polvere).
Nei soggetti affetti da rinite moderata-severa questi sintomi possono gravemente peggiorare la qualità di vita anche per la concomitante comparsa di cefalea, stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione e peggioramento della qualità del sonno con conseguenti assenze dal lavoro o da scuola o riduzione del rendimento lavorativo o scolastico.Quando questi sintomi si presentano episodicamente, solo in alcuni periodi dell’anno, si parla di rinite stagionale. Questa forma è determinata per lo più da allergia ai pollini.
La rinite persistente per tutto l’anno è chiamata invece rinite perenne e indica la sensibilizzazione a uno o più elementi allergenici permanentemente presenti nell’ambiente (per esempio, acari della polvere domestica, pelo di animale, muffe).

Diagnosi

In presenza di segni e sintomi che fanno supporre una rinite allergica, per confermare l’ipotesi diagnostica è fondamentale consultare uno specialista allergologo che indagherà la storia dei sintomi (cioè quando sono iniziati, la loro natura, la periodicità, eventuali fattori di scatenamento già identificati), la presenza di familiarità rispetto alle allergie (cioè l’esistenza di parenti allergici), le condizioni abitative, lavorative e lo stile di vita del soggetto in esame (caratteristiche della casa, del luogo di lavoro, presenza di animali domestici, abitudini alimentari, occupazioni nel tempo libero).
È quindi necessario identificare l’allergene o gli allergeni in questione e definire il nesso causale con la manifestazione dei sintomi. Questa individuazione è importante perché può consentire l’esecuzione di un trattamento desensibilizzante mediante immunoterapia allergenica. Il test comunemente utilizzato è il Test di reazione cutanea o Prick Test che consiste nel riprodurre in misura molto ridotta la reazione allergica sulla cute del paziente. Una goccia dell’allergene sospetto viene posta sull’avambraccio o sulla schiena e viene fatta penetrare nel derma grazie a una piccola puntura nella pelle in mezzo alla goccia. I risultati si leggono dopo 20 minuti: una reazione di ipersensibilizzazione risulta in un rigonfiamento arrossato e pruriginoso simile a una puntura di zanzara.

A conferma o completamento di tale test possono essere effettuati due esami specifici del sangue:

  1. il Prist, cioè il valore totale delle IgE presenti nel componente liquida del sangue (siero)
  2. il Rast, basato sulla ricerca delle IgE specifiche per antigene. L’antigene è una sostanza che può essere identificata dal sistema immunitario ed è contenuta in un particolare allergene, ad esempio un tipo di polline, pelo di gatto, fragola…

Un ulteriore approfondimento può essere effettuato mediante lo studio del secreto nasale, con l’esame della citologia (cioè delle cellule presenti) e la ricerca di IgE.

Trattamento

Il primo consiglio comportamentale è quello, se possibile, di evitare l’esposizione agli allergeni o di allontanarli.
Per il trattamento farmacologico vengono prescritti principalmente antistaminici che contrastano l’azione dell’istamina, una delle principali responsabili delle reazioni allergiche. Un’altra categorie che viene spesso prescritta è quella dei farmaci corticosteroidi, per via orale o locale (spray nasali, colliri), di cui si sfrutta la loro azione nel contrastare i principali sintomi delle reazioni allergiche
Per i pazienti affetti da rinite allergica con o senza congiuntivite associata e/o asma da leggera a moderata non controllata dai trattamenti sintomatici è indicata l’immunoterapia allergenica che è l’unica terapia in grado di modificare favorevolmente il corso naturale della malattia.
È infatti scientificamente dimostrato un legame tra le due patologie allergiche: una persona con rinite allergica si rivela tre volte più esposta allo sviluppo di asma rispetto a un individuo non allergico e spesso le due patologie coesistono nel medesimo individuo. Il meccanismo d’azione dell’immunoterapia consiste nella riduzione della sensibilizzazione dell’organismo all’allergene modulando progressivamente la risposta immunitaria e prevenendo l’insorgenza della reazione allergica. L’immunoterapia è somministrata sia per via sublinguale, in forma di compresse o gocce, sia per via sottocutanea, che è la formulazione esistente da più tempo.

Il trattamento consiste in due fasi:

  1. fase di induzione in cui si ha la somministrazione, sotto controllo medico, di una dose crescente di allergene fino al limite tollerato dall’organismo, la ripetizione sistematica ad intervalli regolari riduce la risposta del sistema immunitario e di conseguenza dei sintomi allergici.
  2. fase di mantenimento in cui vengono somministrati allergeni in dose personalizzata per mantenere la risposta del sistema immunitario bassa e costante nel tempo

L’immunoterapia allergenica garantisce risultati prolungati nel tempo, anche dopo la sospensione del trattamento, inoltre protegge dalla comparsa di nuove sensibilizzazioni allergiche e dallo sviluppo dell’asma.  

 

I sintomi

  • secrezione nasale;
  • ostruzione nasale più o meno importante;
  • attacchi di starnuti;
  • prurito al naso e/o al palato;
  • irritazione oculare con lacrimazione, rossore e prurito.

Come ridurre l’esposizione agli allergeni

IN CASA

  • rimuovere gli acari della polvere, che si riproducono in punti in cui la polvere tende ad accumularsi (per esempio lenzuola e coperte, elementi di arredo imbottiti e tappeti);
  • ridurre la forfora degli animali domestici;
  • ridurre al minimo le muffe;
  • sostituire frequentemente i filtri dei condizionatori;
  • fare la doccia e lavarsi i capelli ogni giorno e cambiare gli abiti al rientro in casa;
  • fare asciugare il bucato in casa e non all’aria aperta.

FUORI CASA

  • dedicarsi ad attività all’aperto solo quando i livelli di concentrazione dei pollini sono bassi;
  • tenere chiusi i finestrini dell’auto durante la marcia;
  • evitare il contatto con l’erba appena tagliata e utilizzare una maschera dotata di filtro antipolline per i lavori di giardinaggio.