Asma e malattie degli occhi

Copertina - Asma e malattie degli occhi

di Emanuele Crosti

Parlando di asma si potrebbe pensare che sia una patologia cronica che interessi solo ed unicamente il sistema respiratorio, purtroppo sappiamo che ogni malattia non è “un’isola a sé stante” e che esistono interazioni anche con sistemi apparentemente molto distanti dall’ambito respiratorio, ad esempio ci possono essere relazioni fra patologie pneumologiche e malattie oculari.

Queste interazioni sono più frequenti di quanto si pensi, ci sono farmaci efficaci sul piano respiratorio ma che possono interagire negativamente in ambito oftalmologico in presenza di glaucoma e cataratta, così come ci sono colliri medicati che possono scatenare reazioni allergiche, infine ci sono problematiche oculari che possono intervenire come manifestazioni di allergia respiratoria.

Un tratto comune di molte malattie croniche respiratorie è dato dall’ostruzione parziale dei bronchi che provoca dispnea (difficoltà respiratoria), condizione registrabile con la spirometria (vedi l’articolo “Spirometria un soffio di sollievo”).

La prima scelta terapeutica, per questo tipo di patologie, è data dai broncodilatatori inalatori, attivi su due tipi differenti di recettori bronchiali (recettori β-2 e recettori muscarinici). Per entrambe le classi di farmaci esistono principi attivi a breve durata d’azione (ad esempio il salbutamolo e l’ipratropio bromuro) e a lunga durata d’azione – dalle 12 alle 24 ore dalla somministrazione – come ad esempio il salmeterolo e il tiotropio.
Questi farmaci sono somministrabili in forma aerea per mezzo di opportuni apparecchi da aereosol oppure in forma di capsule pressurizzate o anche in polvere, entrambi utilizzabili con i classici device portatili. I diversi principi attivi utilizzati, per quanto studiati e mirati, non risultano mai esserlo abbastanza, talvolta infatti i broncodilatatori non interagiscono solo con i recettori bronchiali ma, ad esempio, vanno a determinare anche un aumento della pressione oculare, un effetto secondario pericoloso in presenza di glaucoma.

 

Immagine - Asma e malattie degli occhi

 

L’interazione può anche essere dall’ambito oculistico a quello respiratorio: un paziente asmatico sofferente di glaucoma riceve come prescrizione dall’oculista un collirio a base di β-bloccanti, una classe di principi attivi che possono provocare, letteratura scientifica alla mano, casi anche gravi di reazioni asmatiche allergiche dopo la somministrazione.

L’asma ha come seconda scelta per combattere le forme ostruttive bronchiali i prodotti cortisonici, anche questi farmaci hanno tra gli effetti secondari un importante aumento della pressione oculare, condizione critica per i pazienti con glaucoma ad angolo aperto, il più diffuso, a sviluppo lento e spesso inizialmente asintomatico. Sempre i prodotti cortisonici, ad uso inalatorio o iniettivo, possono provocare la cataratta.
Queste evenienze sono comunque legate a somministrazioni di dosi elevate e per periodi prolungati (oltre 3 mesi), se la condizione pneumologica richiedesse questa posologia sarebbe prudente far controllare periodicamente dall’oculista la pressione perioculare o eventuali principi di opacizzazione.

L’asma oltre ai quattro sintomi classici respiratori (tosse, dispnea, sibilo respiratorio e senso di oppressione al petto) può dare manifestazioni oftalmologiche quali la lacrimazione, il prurito oculare, la fotofobia (ipersensibilità alla luce) e l’arrossamento oculare (congiuntivite allergica).

Infine bisogna ricordare che è sempre possibile che gli stessi farmaci per curare l’asma possono dare reazioni allergiche, in particolare quelli da assumere in forma aerosolica, l’allergia può essere causata dal principio attivo ma anche da altri componenti, come gli eccipienti o i conservanti.
In questi casi sono rilevabili reazioni allergiche oculari o perioculari e nella zona attorno al naso, l’area cutanea su cui si posa la mascherina dell’apparecchio aerosol, in questo caso bisognerà trovare un farmaco analogo che non richieda la nebulizzazione del prodotto.

 

Mini glossario

  • pressione oculare: è la pressione del liquido, umor acqueo, presente nella sezione anteriore dell’occhio, deve essere compresa fra i 12 e i 22 mmHg.

 

  • glaucoma: malattia oculare dovuta ad un aumento della pressione del liquido all’interno dell’occhio, a livello mondiale è la seconda causa di cecità irreversibile perché la pressione elevata, se non curata, danneggia irreversibilmente il nervo ottico, è una malattia progressiva e purtroppo spesso nella fase iniziale asintomatica, da qui l’importanza di esami oculistici completi almeno una volta all’anno;

 

  • cataratta: è l’opacizzazione della lente naturale contenuta nell’occhio (cristallino), l’opacizzazione senile è quella più diffusa, ma può essere dovuta anche a traumi, l’opacizzazione può essere favorita da diverse classi di farmaci, viene curata con un’operazione chirurgica in cui si sostituisce il cristallino naturale con uno artificiale;

 

  • β-bloccanti: sono la classe di farmaci più usata per la cura del glaucoma, abbassano la pressione oculare agendo direttamente sulla produzione dell’umor acqueo, il liquido trasparente contenuto nel segmento anteriore dell’occhio;