Asma e solfiti

Copertina - Asma e solfiti

di Emanuele Crosti

Sabato mattina, tipico giorno da spesa, si entra nel supermercato abituale e, foglietto o cellulare alla mano, si attraversano i diversi reparti alimentari mentre il carrello si riempie…

Se ci si fermasse a leggere le etichette dei diversi prodotti alimentari: vino bianco, frutta secca, passata di pomodoro, marmellata, salame, patatine, merendine confezionate, gamberetti surgelati, biscotti secchi, cannella in polvere…, si troverebbero numerosi ingredienti comuni indicati con sigle quali E220, E228 o con la dicitura più generica “contiene solfiti” o “trattato con solfiti” ma senza l’indicazione della quantità effettivamente presente.

Cade infatti l’obbligo della segnalazione se i solfiti sono presenti in quantitativo inferiore a 10 mg/kg o 10mg/l, una dose considerata sicura nel non provocare allergie o intolleranze.

I solfiti sono additivi alimentari molto usati, sotto forma di anidride solforosa (gas, E220) o dei suoi sali solubili in acqua:

 

  • E221 – Sodio solfito
  • E222 – Sodio solfito acido
  • E223 – Sodio bisolfito
  • E224 – Potassio bisolfito
  • E226 – Calcio solfito
  • E227 – Calcio bisolfito acido
  • E228 – Solfito acido di potassio

Sono sostanze ad azione antimicrobica generale (impediscono la proliferazione di muffe, batteri e lieviti sui cibi) e ad azione antiossidante e antienzimatica, preservano il colore e la consistenza degli alimenti evitando l’irrancidimento dei grassi presenti.
L’anidride solforosa che si libera dai solfiti solidi a contatto con i succhi gastrici è ben conosciuta e gestita dal nostro corpo, perché la produce esso stesso durante la degradazione degli amminoacidi solforati (cisteina e metionina), l’anidride solforosa viene detossificata dal fegato e quindi eliminata attraverso i reni.

Esistono però individui particolarmente sensibili ai solfiti, persone che poste a contatto con quantità minime manifestano reazioni allergiche anche gravi.
I soggetti asmatici possono avere reazioni respiratorie caratterizzate da tosse, fiato corto, respiro sibilante, senso di oppressione al petto fino ad arrivare al broncospasmo.

Oltre alle crisi d’asma, che possono subentrare nella mezzora successiva il consumo dell’alimento o bevanda contenente solfiti, si possono avere anche i seguenti sintomi:

  1. rinite acuta: che si manifesta come gli stessi sintomi della rinite allergica con naso chiuso, starnuti e muco nasale acquoso;
  2. reazioni cutanee di vario tipo con la comparsa di arrossamenti, orticaria ed eczemi;
  3. mal di testa intenso: se la quantità di solfiti introdotta supera la capacità momentanea di smaltimento del fegato e data la notevole diffusione negli alimenti non è difficile superare la propria soglia individuale
  4. nausea e vomito ma anche cali di pressione e vampate di calore.

Bisogna ricordare che i solfiti interagiscono con i cortisonici (spesso usati anche dagli asmatici) enfatizzando l’effetto di questa categoria farmacologica inoltre riducono l’assorbimento della vitamina B1 (tiamina) e la B12 (cianocobalamina).

Fino ad ora abbiamo citato alimenti “conservati” ma i solfiti sono presenti anche negli alimenti freschi e non hanno l’obbligo di essere indicati, ad esempio certa frutta fresca che deve sopportare lunghi viaggi per mare viene trattata con anidride solforosa per risultare poi ancora vendibile…

Il limite di rischio per i solfiti è stato stabilito in una dose giornaliera di 0,35 mg/kg di peso corporeo mentre per l’Organizzazione Mondiale della Sanità questo quantitativo scende a 0,7 mg/kg.

 

 Immagine - Asma e solfiti

 

La normativa europea per gli additivi alimentari ha fissato per i solfiti un massimo di 150mg/l per i vini rossi e di 200mg/l per i bianchi che diventano 200 e 250 mg/l rispettivamente nel caso di vini dolci.

Partecipando a un semplice aperitivo con degli insaccati, della frutta in guscio e del vino bianco si può facilmente superare la propria soglia personale, senza poi considerare anche il probabile eccessivo consumo di sale!