Asma e riacutizzazioni

Copertina - Asma e riacutizzazioni

di Emanuele Crosti

Si può definire riacutizzazione un episodio di peggioramento dell’asma e dell’ostruzione bronchiale, sintomatico e funzionale, acuto o subacuto (ovvero con leggera progressività)  rispetto allo status normale del paziente o alle normali e modeste variazioni quotidiane, tale da richiedere un cambiamento della terapia. La riacutizzazione sono intervallate da periodi di “remissione”, ossia periodi in cui si è trovato un punto di equilibrio, anche farmacologico, tale da garantire alla persona asmatica il controllo della propria patologia con tutte le ricadute positive a livello di salute fisica e mentale, vita sociale e benessere generale.

Le riacutizzazioni asmatiche possono comparire in pazienti con qualsiasi livello di gravità dell’asma, ma,  in generale, le riacutizzazioni sono più frequenti nei soggetti con asma più grave. Le riacutizzazioni si possono distinguere in due categorie:

  1. Lievi-moderate: quando non richiedono l’ospedalizzazione e/o l’uso di steroidi sistemici, ma hanno la durata di almeno due giorni
  2. Gravi: quando è indispensabile ricorre al ricovero ospedaliero e all’uso costante di steroidi sistemici

In generale è necessario considerare una rivalutazione di controllo dopo la cura d’urto, che preveda il ritorno in ospedale nel caso di risposta scarsa/asma severo o proseguimento a livello domiciliare con controlli frequenti nel caso di risposta positiva. Ad ogni modo sarà opportuno preventivare una variazione della terapia di base.

 

La gestione del peggioramento dell’asma deve essere considerata come un’azione in continuo e non solo un tamponamento dell’episodio acuto, infatti essa deve comprendere:

  1. un piano terapeutico scritto in autogestione dal paziente;
  2. la gestione dell’assistenza primaria;
  3. la gestione delle ospedalizzazioni;
  4. il follow-up dopo ogni riacutizzazione.

 

È di fondamentale importanza l’educazione del paziente alla gestione autonoma dell’asma attraverso:

  1. un piano terapeutico scritto;
  2. automonitoraggio dei sintomi e della funzionalità respiratoria;
  3. visite di controllo regolari.

 

Un piano terapeutico scritto deve essere personalizzato sul singolo paziente e deve includere l’elenco dei farmaci della terapia attualmente in uso. Inoltre in vista di peggioramento dei sintomi deve altresì comprendere:

  • le indicazioni in merito a come aumentare la frequenza di somministrazione dei farmaci ad uso intermittente in caso di peggioramento dei sintomi – può risultare utile l’utilizzo di un distanziatore per migliorare l’efficacia di somministrazione;
  • indicazioni in merito a come aumentare le dosi per i farmaci di controllo ad uso quotidiano;
  • informazioni in merito a come iniziare una terapia con OCS (corticosteroidi orali) in caso di peggioramento;
  • indicazioni pratiche per accedere alle cure mediche e ospedaliere in caso di mancato miglioramento dei sintomi.

 

Ci sono alcuni fattori che possono indurre le riacutizzazioni asmatiche:

  • infezioni delle vie respiratorie da virus o germi;
  • contatto con nuovi allergeni (ad esempio un nuovo animale in casa);
  • inquinanti atmosferici interni (fumo, ecc.) ed esterni (urbani, industriali, ecc.);
  • aumentato esercizio fisico;
  • fattori meteorologici;
  • nuovi farmaci;
  • alimenti inconsueti o in dosi superiori al normale;
  • variazioni ormonali;
  • stress psico-fisico.

 

Gli episodi di riacutizzazione e il relativo follow-up rappresentano un’occasione per numerose azioni valutative e correttive:

  • rivalutazione critica della terapia preesistente;
  • ricerca delle cause scatenanti;
  • azioni sui fattori di rischio modificabili;
  • focalizzazione sull’importanza dell’aderenza terapeutica e sua comprensione da parte del paziente;
  • verifica della tecnica inalatoria, eventuale introduzione all’uso del distanziatore;
  • verifica del piano terapeutico scritto.