Asma e alimentazione

Copertina - Asma e alimentazione

di Emanuele Crosti

Il filosofo Feuerbach in un famoso saggio del 1862 coniò la celebra frase “L’uomo è ciò che mangia”, nascondendo dietro al concetto filosofico anche un gustoso gioco di parole, infatti l’originale tedesco “der Mensch ist was er isst” contiene nella stessa frase “ist” – terza persona singolare del verbo essere – e “isst” che è la terza persona singolare del verbo mangiare.

Ponendo la stessa frase in un’ottica nutrizionistica, si individua il rapporto dell’essere umano con il cibo considerandolo un rapporto di trasformazione di reagenti in prodotti, identificando i primi negli atomi e molecole che si introducono con l’alimentazione e i secondi con le varie parti del corpo.

Questo concetto vale anche in senso negativo, se il nostro stile di vita ci porta ad introdurre (non sempre volontariamente) alimenti che ci fanno ammalare, ad esempio:

  • un frutto lavato con acqua infetta può portare ad una banale ma fastidiosa gastro-enterite
  • un consumo costante di alimenti sospettati di cancerogenicità come le carni rosse, cotte alla griglia ad alta temperatura, può dare conseguenze molto più gravi.

Per alcune patologie sono note, anche tra i non professionisti, quali regole alimentari seguire: dieta a basso contenuto di zuccheri per i diabetici, dieta a basso contenuto di sale per gli ipertesi, dieta priva di glutine per i celiaci.
Detto questo potrebbe sembrare che per il paziente asmatico valgano solo i buoni propositi di una sana alimentazione in quanto essere umano e non comportamenti specifici per la sua particolare situazione, ma questa può essere una rischiosa approssimazione.
Anche per gli asmatici ci sono alimenti che possono scatenare le crisi acute: gli asmatici possono essere sensibili sia ad allergeni inalanti come pollini, spore, peli ma anche a quelli alimentari. In questi casi l’alimento “proibito” non provoca una risposta dal sistema gastrointestinale ma da quello respiratorio sotto forma di broncospasmo con tutti i sintomi classici, tosse, senso di oppressione al petto e mancanza di fiato.

 

 

 

 

Ci sono delle reattività incrociate fra pollini e alimenti che fanno sì che una persona sensibile ad alcuni pollini possa – non è automatico – avere una risposta allergica anche ad un determinato cibo, ad esempio chi è allergico all’ambrosia (della famiglia delle composite) dovrà evitare il melone e la banana.

Asma e alimentazione - Tabella_reattività incrociata
Immagine - Asma e alimentazione

 

Esistono anche delle allergie incrociate fra animali e alimenti, così un’allergia a piume di volatili da cortile si scatena anche con il consumo di uova dello stesso animale.

Esiste poi l’intolleranza all’acido acetilsalicilico, il principio attivo dell’aspirina e di molti altri prodotti da banco, che può provocare crisi d’asma. In questo caso sono da evitare alimenti e prodotti che contengono naturalmente o per addizione i salicilati che potrebbero provocare una crisi respiratoria.

 

Asma e alimentazione - Tabella_prodotti_salicilati

 

Nel caso di presenza di reflusso gastroesofageo, comorbidità abbastanza comune nell’asmatico, vedi l’articolo “Asma e riflusso gastroesofageo”, saranno da evitare cibi che aumentino la secrezione gastrica come cibi grassi o acidi, spezie, bevande gassate e alcoliche.

Non solo gli alimenti possono scatenare crisi d’asma ma anche i vini, ad esempio i vini bianchi contengono – quasi sempre – una piccola quantità dichiarata di solfiti come conservanti, solfiti che possono causare crisi respiratorie.

Per concludere, dopo aver parlato dell’aspetto qualitativo – quali cibi evitare -, bisognerebbe parlare anche dell’aspetto quantitativo del cibo.

Un asmatico dovrebbe evitare di ingrassare per molti motivi, ad esempio:

  • una diminuita risposta ai farmaci broncodilatatori
  • un peggioramento dello stato infiammatorio dei bronchi
  • la maggior facilità che si istauri un reflusso gastroesofageo o che peggiori se esistente

Per un approfondimento si può consultare l’articolo “Asma e obesità”.