Asma e device inalatori (con tutorial video)

Copertina - Asma e device inalatori (con tutorial video)

di Emanuele Crosti

I farmaci broncodilatatori sono i primi che vengono prescritti appena si ha la conferma della presenza di una malattia respiratoria come l’asma e la BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva). La via specifica di somministrazione è quella inalatoria, grazie all’utilizzo di strumenti (chiamati genericamente “device”) che contengono il farmaco in forma di polvere fine (device a secco, di nuova generazione) o in forma nebulizzata sotto pressione nelle famose “bombolette” che esistono dalla metà del secolo scorso (la prima introduzione in commercio risale al 1956).

Inizialmente i propellenti del farmaco, nelle bombolette, sono stati i clorofluorocarburi (CFC), presenti anche in altri prodotti industriali (sono stati i fluidi refrigeranti dei frigoriferi per decenni). Nel 1985 i CFC sono stati accusati di essere i principali responsabili del famoso “buco dell’ozono” e sono stati messi definitivamente al bando nel 1990.

Nei device inalatori pressurizzati i CFC sono stati sostituiti, a partire dalla fine degli anni ’70, con idrofluoroalcani (HFA), più rispettosi dell’ambiente, anche se non totalmente innocui perché contribuiscono comunque all’effetto “serra”.

I primi device sul mercato erano nella forma di aerosol predosato (in inglese MDI – Metered-Dose Inhaler), successivamente sono arrivati gli erogatori a polvere secca (DPI – Dry Powder Inhalers) che hanno il vantaggio che con un’inspirazione si aspira direttamente una dose di farmaco evitando la necessaria coordinazione, tra mano e respiro, che è la principale difficoltà dei device MDI. È stato infatti constatato, anche nella letteratura scientifica, come anche in pazienti di “lunga esperienza” la tecnica di somministrazione con i device MDI non sia sempre impeccabile, con perdita di efficacia di questo tipo di somministrazione.

Un ulteriore vantaggio della formulazione in polvere fine è che il principio attivo si deposita anche nelle parti più lontane del sistema respiratorio ma non viene percepito quasi nessun sapore perché la polvere entra direttamente nei polmoni.

I device DPI si dividono in due tipologie di inalatori secondo la diversa gestione delle dosi:

  1. Monodose, in cui è necessario caricare il farmaco, sotto forma di capsule, ogni volta che bisogna effettuare l’inalazione
  2. Multidose, sono device che contengono un numero variabili di dosi precaricate, da 30 a 100 o più, e sono tutti dotati di un contatore per monitorare nel tempo le somministrazioni.

Vengono qui presentati 13 video esplicativi corrispondenti ad altrettanti device DPI presenti sul mercato:

 

Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Aerolizer
Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Autohaler

 

Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Breezhaler
Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Diskus

 

Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Easyhaler
Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Ellipta

 

Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Elpenhaler
Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Genuair

 

Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Handihaler
Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Nexthaler

 

Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Novolizer
Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Respimat

 

Questo video ti aiuterà ad imparare come utilizzare un inalatore Spiromax