Aderenza terapeutica: definizioni e consigli

Copertina - Aderenza terapeutica: definizioni e consigli

di Emanuele Crosti

La cura della propria salute, in particolare se si soffre di patologie croniche, richiede costanza e attenzione e il primo passo da compiere è l’assunzione corretta dei farmaci.

Un famoso medico americano, il Dr. Koop, ha espresso in maniera apparentemente ovvia questo concetto “Drugs don’t work in patients who don’t take them” – Le medicine non sono efficaci nei pazienti che non le prendono… Potrebbe sembrare un’affermazione scontata ma di fatto non lo è.

Possiamo dire che questa affermazione dovrebbe piuttosto trasformarsi in: Le medicine sono efficaci nei pazienti che le prendonocorrettamente-.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce l’aderenza come “il grado di effettiva coincidenza tra il comportamento individuale del paziente e le prescrizioni terapeutiche ricevute dal personale sanitario curante”.

L’ aderenza alle prescrizioni farmacologiche, comprende concetti come il rispetto della posologia (l’assunzione dei farmaci nelle dosi e nei tempi prescritti) e la persistenza terapeutica ossia la prosecuzione della cura per il periodo di tempo che ha indicato il medico.

L’aderenza alle prescrizioni farmacologiche è legata anche al comportamento individuale e ci possono essere casi di pazienti persistenti (che proseguono la cura nel tempo) ma non-aderenti (che assumono i farmaci in dosi inferiori o nei tempi quotidiani non corretti).

Possiamo affermare che esistono indicativamente tre classi di motivazioni per cui viene meno l’aderenza:

 

  1. Fattori individuali legati al paziente
  2. Fattori legati al medico prescrittore
  3. Fattori legati al sistema sanitario di riferimento

Focalizzando sul paziente, un malato cronico può, a poco a poco, trascurare l’aderenza terapeutica per motivi intenzionali e non intenzionali.
Nel primo caso possiamo individuare ad esempio:

  1. Convinzioni erronee circa la natura della malattia (gravità, causa, durata, complicanze).
  2. Poca fiducia nella prescrizione medica.
  3. Paura degli effetti collaterali (veri o presunti).

Nel secondo, tra le motivazioni non-intenzionali possiamo ricordare:

  1. Comunicazione poco efficace fra medico e paziente.
  2. Difficoltà a comprendere, da parte del paziente, la necessità della cura (il paziente non riesce a vedersi e a vedere la propria salute in un futuro più lontano dell’immediato).
  3. Piano terapeutico troppo complesso e numero di farmaci troppo elevato.
  4. Motivazioni economiche.

A proposito della complessità del piano terapeutico, un paradigma clinico spesso dimostrato, afferma che maggiore è il numero dei farmaci prescritti maggiore è la probabilità di non aderenza.
Il professor Alpert dell’Università dell’Arizona ha calcolato, su un campione di pazienti cronici statunitensi, che da un’aderenza media dell’80% con un farmaco al giorno, si scende a circa il 50% per piani terapeutici con 4 farmaci monodose o con 4 assunzioni dello stesso farmaco nel corso della giornata.
Il costo della terapia può essere oggettivamente un altro problema anche se uno studio del 2010 del New England Medical Journal ha dimostrato che la non-aderenza non scenderebbe al di sotto del 40% anche se i medicinali venissero – tutti – distribuiti gratuitamente…
Ma come ricordarsi di prendere i farmaci?

  • Si può ad esempio associare l’assunzione del farmaco ad uno o più oggetti che vengono di consueto utilizzati durante la giornata posizionando il medicinale fisicamente accando ad essi, per esempio:
    • di mattina, si può lasciarlo accanto alla zuccheriera o al barattolo dei biscotti;
    • durante gli altri pasti, si potrà lasciarlo accanto al bicchiere per l’acqua (bisogna bere almeno 6-8 bicchieri d’acqua nel corso della giornata);
    • prima di dormire, una posizione utile potrebbe essere accanto allo spazzolino da denti o al filo interdentale.
  • Se i farmaci sono in forma solida, si può anche puntare sulle differenze di colore fra le varie pastiglie, per esempio:
    • evitando di porle su superfici di colore simile al loro (si mimetizzerebbero…)
    • memorizzando la sequenza dei colori di assunzione
  • Se si deve prendere una medicina in frazioni di pastiglie, è preferibile non dividere la pastiglia ogni giorno, ma conviene preparare o farne preparare una certa quantità da distribuire nel portapillole (che deve coprire un arco di tempo di almeno due settimane).
  • Se il regime terapeutico è, purtroppo, complesso, può risultare utile realizzare una tabella quotidiana del tipo orario/farmaco, spuntando man mano i diversi farmaci assunti. A fine giornata, dopo aver verificato la completa corrispondenza, si potrà buttare il foglio a cuor leggero.

Ultime raccomandazioni, pianificare con cura gli acquisti per i farmaci che stanno terminando e tenere traccia delle scadenze dei farmaci, specie per quei farmaci la cui scadenza è condizionata dalla data di apertura, in questo caso, può risultare utile segnarla sulla confezione o sul calendario.